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Guide Prima dell'invio

La tua app ha bisogno di un sito web?

Nessuno store ha un campo che pretende un sito di marketing, ma quattro requisiti distinti si traducono tutti in un URL. Cosa ti serve davvero e cosa puoi saltare.

Non in quanto tale: nessuno store ha un campo che pretende un sito di marketing. Però Google Play richiede un link all'informativa sulla privacy nella scheda dello store, le reti pubblicitarie cercano app-ads.txt alla radice del sito web che dichiari, ed entrambi gli store vogliono URL raggiungibili. In pratica ti servono delle pagine, non un sito web.

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Fallo invece in pochi minuti

AppFoyer ospita le pagine di cui parla questa guida (informativa sulla privacy, termini, supporto, eliminazione dell'account e app-ads.txt) su un sottodominio dedicato, senza un tuo dominio o server. Un'app è gratis, e niente di ciò che uno store richiede è mai a pagamento.

Verificata il 19 settembre 2026. Le policy degli store cambiano, a volte senza preavviso. Tutto ciò che segue rimanda alla documentazione ufficiale, ed è quella pagina, non questa, a fare fede. Se le due non concordano, ha ragione lo store. Questa guida è tradotta dall'inglese; le citazioni dalla documentazione degli store restano nell'originale inglese.

Gli sviluppatori fanno questa domanda aspettandosi un sì o un no, e ricevono risposte contrastanti perché chi risponde sta rispondendo a domande diverse. Eccole, tutte e quattro, separatamente.

1. Uno store richiede un sito web di marketing?

No. Non esiste un campo della console chiamato “website” senza il quale un invio viene respinto.

La scheda dello store di Google Play ha un campo website in Store settings → Store listing contact details (Impostazioni dello store → Dettagli di contatto della scheda dello store), accanto a un’email e a un numero di telefono. L’email è obbligatoria per pubblicare; il sito web no. App Store Connect ha un Marketing URL, esplicitamente facoltativo.

Quindi, se la domanda è «devo costruire una landing page con screenshot e un pulsante di download?», la risposta è no.

2. C’è qualcosa che richiede un URL?

Sì, diverse cose, ed è qui che sta la vera risposta:

RequisitoServe un URL?
Informativa sulla privacySì. La User Data policy di Play: “All apps must post a privacy policy link in the designated field within Play Console, and a privacy policy link or text within the app itself.” (Traduzione: «Tutte le app devono pubblicare un link all’informativa sulla privacy nell’apposito campo di Play Console, e un link o il testo dell’informativa sulla privacy all’interno dell’app stessa».) Apple: un campo Privacy Policy obbligatorio
Cancellazione dell’accountSì, se la tua app ha account. Un URL web pubblico, dichiarato in Play Console in App content → Data deletion
SupportoSì, su Apple. Il campo Support URL è obbligatorio
app-ads.txtSì, se mostri annunci. Le reti lo scaricano dalla radice del sito web dello sviluppatore indicato nella tua scheda

Quattro requisiti, quattro URL, e nessuno di essi è soddisfatto da una pagina di marketing. Quello che ti serve sono pagine, non un sito web nel senso che le persone intendono quando lo chiedono.

3. Allora perché il campo “developer website” conta comunque?

Per via di app-ads.txt. Quel file non viene trovato tramite la tua app, il nome del pacchetto o il tuo account pubblicitario: viene trovato tramite l’URL del sito web riportato nella tua scheda dello store. Il crawler legge quel nome host e scarica /app-ads.txt dalla sua radice.

Se lasci il campo vuoto, il crawler non ha da dove partire, ed è il motivo più comune in assoluto per cui un file risulta “not found”. Se monetizzi con gli annunci, il campo del sito web smette di essere facoltativo in qualunque senso pratico.

È anche l’unico campo che, senza farsi notare, tiene insieme gli altri: gli sviluppatori che lo compilano con un host che serve le loro pagine di conformità finiscono per avere tutti e cinque gli URL su un solo nome host, cioè una cosa sola da tenere in vita invece di quattro.

4. E una home page per l’app?

Vale la pena averla, è poco affascinante, e non per il motivo che si pensa. Una semplice pagina che dice cos’è l’app, chi la fa e come contattarlo svolge tre compiti:

  • dà al campo del sito web della scheda dello store un posto reale a cui puntare;
  • dà a un revisore che apre i tuoi URL un quadro coerente invece di cinque pagine legali orfane;
  • dà al crawler di app-ads.txt un nome host che controlli tu.

Non servono screenshot, un’immagine di copertina o un pulsante di download. Basta una pagina di testo.

Cosa puoi saltare

  • Un dominio, se non ne vuoi già uno. Vedi hosting senza dominio.
  • Un sito di marketing, a meno che tu non stia facendo marketing.
  • Un blog, una cartella stampa, una mailing list. Niente di tutto questo è conformità.
  • Un server, per tutto tranne la cancellazione dell’account, che ha bisogno di qualcosa che possa ricevere una richiesta, non solo servire file.

L’ordine in cui farlo

  1. Scegli l’unico nome host che servirà tutto.
  2. Pubblica lì l’informativa sulla privacy, i termini, la pagina di supporto e quella di cancellazione dell’account.
  3. Metti una semplice home page alla sua radice.
  4. Imposta quel nome host come sito web nella tua scheda dello store.
  5. Aggiungi app-ads.txt alla radice, se mostri annunci.

Poi compila i campi della console, non prima, altrimenti farai puntare un campo a una pagina che ancora non esiste.

Cosa fa AppFoyer qui

È esattamente la forma del prodotto: la tua app ottiene un proprio sottodominio con una home page, l’informativa sulla privacy, i termini, la pagina di supporto e quella di cancellazione dell’account, più app-ads.txt alla radice, senza dominio, senza server, senza un backend tuo. Imposti quel sottodominio come sito web dello sviluppatore nella tua scheda dello store e tutti e quattro i requisiti visti sopra trovano risposta nello stesso nome host.

La pagina di cancellazione dell’account è quella che fa di più che servire un file: riceve la richiesta, la salva e ti avvisa. Un’app è gratuita, e nulla di ciò che uno store richiede è a pagamento.

Le fonti ufficiali